Consulenza Filosofica e Philosophy for Children_P4C

“Sono convinta che la soluzione per stare meglio è spesso solo dietro l’angolo e che basti poco, molto meno di quanto si pensi, per trovarla” Gioia

 

 

Chi Sono​

“Comunicare è divenire se stessi con l’altro” Karl Jaspers

Mi affascinano le vite degli altri, la forza, l’energia, la passione che ciascuno mette nelle cose; e quando vedo gli inutili ostacoli che interrompono il normale cammino, uso il metodo della filosofia per pensare insieme, per offrire un punto di osservazione diverso, che possa segnare un nuovo percorso di costruzione, di messa a fuoco, di ordine, di chiarezza.

 

Mi sono laureata in Filosofia con indirizzo Psicologico all’ Università Statale di Milano, dopo anni di lavoro nell’ambito delle pubbliche relazioni e comunicazione stampa, ho conseguito il Master di II livello in Consulenza Filosofica curato dai Prof.ri Umberto Galimberti  e  Luigi Perissinotto a Cà Foscari, nella mia amata Venezia. Mi sono poi formata come Teacher in Philosophy for Children and Community_P4C per conto del Crif – Centro Ricerca Indagine Filosofica di Roma. Sono entrata con la Consulenza Filosofica in ambiti diversi: in punta dei piedi allo IEO nell’Unità di Fertilità e Procreazione col progetto pilota su “La possibilità della Consulenza Filosofica in Oncologia”, tra i banchi delle scuole con la Philosophy for Children e poi con gli anziani, grandi parlatori e filosofi.

In seguito al Master veneziano, è nato il mio coinvolgimento con AIM.Confil Associazione Italiana Consulenti Filosofici Master Universitario, oggi luogo per la ricerca e il confronto tra professionisti nell’ambito delle pratiche filosofiche e riferimento per la divulgazione delle stesse in ogni contesto di apprendimento, pubblico e privato.

Da diversi anni svolgo Consulenza Filosofica individuale con adulti e ragazzi e coppie, a Milano in studio, online via skype e whatsapp e seguo progetti di Philosophy for Children.

Consulenza filosofica​

“Le parole giuste trovate al buon momento, portano all’azione” Hannah Arendt

Perché scegliere di andare da un Consulente filosofico anziché da uno psicologo o da un’altra figura  più conosciuta?

Perché ognuno di noi è un po’ filosofo e aspira alla felicità. Inoltre, è un metodo con tempi  veloci, non c’è un pensare e poi un agire ma è mentre pensiamo che già cambiamo qualcosa. Ti aiuterò a capire chi sei, attraverso le tue idee e le tue parole  secondo la maieutica socratica. Non insegno dottrine filosofiche, insieme non parleremo dei filosofi ma certo, ci faremo suggerire da loro alcune vie. Faremo invece pratica filosofica: eserciteremo il pensiero logico argomentativi attraverso il dialogo socratico, come strumento che permette di  ragionare sulle nostre idee in maniera strategica rispetto alla nostra vita, alle decisioni da prendere e ai cambiamenti che vogliamo portare e disegneremo mappe d’azione. Il primo colloquio poi, è gratuito, perché desidero che tu possa sentire se sei nel posto giusto. Possiamo vederci in studio, o via web  su Skype o whatsapp.

Mi prendo cura delle tue idee. Ma non da sola, lo facciamo insieme a cominciare  dalla domanda che ti ha portato da me.  E poi, ci muoviamo come fanno i filosofi, abitiamo la domanda, la frequentiamo  e problematizziamo le idee che  la sostengono, cioè le poniamo in questione e cerchiamo insieme di capire il mondo di valori su cui si reggono le  scelte, le abitudini, le credenze che ci portiamo dietro, che ci guidano, e che spesso non sono neppure nostre. Insinuiamo il dubbio: “E se le cose non fossero come sembrano?”. Sono inoltre fermamente convinta che, presupposto per la comprensione tra le persone, sia quello di dare ragione delle ragioni dell’altro. Senza di questo non potremo mai capirci.  Per questo motivo io partirò da qui con te. Ascolterò le tue ragioni, e lavoreremo sulle parole: le tue, quelle degli altri, cercando la definizione su cui essere d’accordo (anche questo faceva Socrate) perché in questo modo capiremo come davvero ci definiamo quando parliamo di noi e quanto gli altri dicono di noi. Spesso accade che le parole non corrispondano davvero a quello che sentiamo, che proviamo. Sento parlare di ansia, stress, paura, angoscia, depressione ma poi scopriamo che le emozioni provate, le parole sentite, le etichette applicate, non erano corrispondenti. Eppure, è a partire dalle parole che usiamo che ci creiamo un’idea ed è dall’idea che hanno origine le nostre emozioni ed i nostri comportamenti. Se l’idea è sbagliata, avremo creato una visione del mondo sbagliata e sarà questa a guidarci nelle nostre scelte e decisioni.

Curata l’idea, avremo curato anche le emozioni ed i comportamenti che ci creano sofferenza. Una volta portata chiarezza nel nostro pensiero (senza le parole il pensiero è vuoto), ci accorgeremo che si può stare meglio. Perché  la soluzione è solo dietro l’angolo, c’è sempre una possibilità di uscita verso il miglioramento.

Le mappe. Le ho pensate per poter fare il lavoro insieme:  infatti le scriviamo insieme, iniziano come appunti del nostro discorso, e diventano a mano a mano tracce di un percorso, con vie e sentieri diversi per trovare nuovi punti da cui riguardare le stesse cose. Non sono solo mie, ma appartengono ad entrambi,  perché insieme pensiamo e ragioniamo su quanto accade, sulle aperture che ogni nuova definizione porta con sé.

 

 

Philosophy for Children

La Philosophy for children è la pratica filosofica ideata da Matthew Lipman professore universitario statunitense che negli anni ’70 si accorse che i ragazzi mancavano di pensiero logico argomentativo. A questo proposito, elaborò il progetto di trasformare la classe scolastica in comunità di ricerca filosofica. A partire dalla scuola materna fino al liceo, con l’obiettivo di sviluppare il pensiero complesso: critico, creativo e valoriale.

Come nasce?

Nasce con Matthew Lipman e alcuni suoi collaboratori, in America, all’inizio degli anni Settanta, mentre Lipman insegnava come Professore di Logica alla Columbia University. Trascorrendo per diversi anni molte ore in aula coi suoi studenti, Lipman si accorse che la logica risultava essere disciplina complicata. I suoi allievi mancavano di capacità critiche e argomentative, prerequisiti importanti per affrontare non solo gli studi filosofici, ma anche ogni processo di formazione individuale. Inoltre, non avevano mai avuto modo di studiare filosofia, dato che non è presente nei programmi della scuola superiore americana, con la conseguenza che nel loro curricolo formativo c’era stato poco spazio per sviluppare il pensiero critico-riflessivo. Lipman pensò di costruire strumenti e materiali al fine di favorire l’incontro dei giovanissimi con temi che stimolassero la ricerca, il confronto, l’apertura alla dimensione filosofica. Cominciò a scrivere dei racconti in forma dialogica che inducessero i lettori a porsi delle domande, a discutere, ad argomentare, a dialogare. Sono racconti rivolti ai bambini della scuola materna, elementare, media e per i ragazzi della scuola superiore.

Oggi la Philosophy for Children si è aperta a “contaminazioni” che prevedono la possibile uscita dal curriculum di Lipman verso aperture che comprendono testi desunti da quotidiani, libri, immagini, arte, musica, film…

Cos’è?

E’ un esercizio al pensare autonomamente, rivolto a bambini e ragazzi (Children) ma anche agli adulti (Community).
E’ un’occasione per imparare a pensare con la propria testa, con la soddisfazione di essere ascoltati senza giudizio, senza valutazione. Un esercizio per imparare a rendere ragione delle proprie tesi, argomentandole, ma anche per cambiare il proprio punto di vista e valutarne altri possibili.

In questo modo ci si apre al dialogo, in un esercizio di condivisione delle idee in un clima di ricerca comune circa temi scaturiti liberamente da letture pretesto oppure intorno alle Grandi Domande filosofiche: amore, amicizia, giustizia, vita, morte, coraggio….imitando il grande filosofo Socrate.

Promuovere la Philosophy for Children significa potenziare le naturale disposizione dei bambini ad essere filosofi e indagatori della realtà, favorire lo sviluppo di competenze cognitive e metacognitive di alto livello che sono importanti per l’apprendimento. Vengono indagati concetti, idee e problemi che interessano i vari ambiti disciplinari: il concetto di causa-effetto, di distinzione, di classificazione, di tempo, di spazio, di identità, per dirne alcuni, che sono anche i concetti chiave delle discipline e che spesso vengono dati per scontati. Le discipline specifiche studiano il tempo, lo spazio e i nomi; la filosofia riflette su cosa sono il tempo, lo spazio e i nomi e per questo si colloca nella posizione privilegiata di meta-disciplina.

Come si svolge all’interno di uno spazio:

Ci si dispone, se possibile, in cerchio in modo che tutti possano guardarsi in faccia, facilitatore compreso, a formare una Comunità di ricerca, concetto che Lipman riprende da Peirce, ovvero un gruppo di apprendimento che costruisce conoscenza attraverso una ricerca condivisa.

Al suo interno viene letta una storia, citato un articolo, la frase di un pensatore, una parola, un accadimento, una immagine, qualcosa che funga da testo pretesto per la creazione di domande dalle quali far partire il piano di discussione. Il dialogo è disciplinato logicamente, con delle sue regole e dei suoi ritmi. Una comunità di ricerca, per non tradire la sua natura, deve saper essere indagatrice (sul pensiero, sulla conoscenza, sullo sforzo dedicato a trovare soluzioni, sia pure parziali), dialogica (nel senso che tutti i membri della comunità pongono domande), cooperativa (apertura autentica alle ragioni dell’altro e promozione di una conoscenza intesa come frutto dell’agire comunicativo), individualizzata (capace di riconoscere le diversità di posizione).

Nella Comunità di ricerca i membri si confrontano per individuare un problema (problem finding quindi, non solo problem solving) al fine di generare una crisi che induce a processi di conoscenza. I ragazzi, anche grazie all’utilizzo di una lavagna a fogli, sulla quale riportare le domande, riflettono sui concetti, ricercano e negoziano i significati, apprendono un metodo di ricerca dialettico e producono cultura filosofica, si confrontano, imparano ad accettare e/o confutare il punto di vista altrui, pensano il pensiero, sviluppano il pensiero multidimensionale che secondo Lipman è la transazione continua di tre tipi di pensiero: critico, creativo e altruista. Si realizza ciò che Dewey aveva teorizzato e cioè il fatto che una lezione in classe dovrebbe cominciare sempre con qualcosa di interessante per i ragazzi a partire già dalle elementari, per portarli a riflettere sulla loro esperienza.

Formazione insegnanti in Philosophy for Children 

La formazione agli insegnanti è uno degli obiettivi principali di un formatore, in quanto questo risponde all’esigenza di promuovere la Philosophy for Children (P4C) in maniera sempre più allargata affinché diventi consuetudine all’interno delle scuole.

Oggi la Philosophy for Children si è aperta a “contaminazioni” che prevedono la possibile uscita dal curriculum di Lipman verso aperture che comprendono testi desunti da quotidiani, libri, immagini, arte, musica, film… Saranno inoltre, la creatività e la personalità di ciascun docente a portare all’interno della sua classe la differenza tanto auspicata.

Finalità

  • Educazione all’ascolto attivo
  • Educazione del pensiero
  • Educazione alla prassi democratica

Obiettivi generali

  • Trasformazione del gruppo classe in Comunità di Ricerca (CdR)
  • Fusione di teoria e pratica nella ricerca-azione
  • Armonizzazione di conoscenza e vissuto
  • Problematizzazione della realtà
  • Favorire in senso democratico la dinamica di gruppo

Obiettivi didattici

  • Miglioramento dei processi logico-argomentativi
  • Incremento di abilità di cognitive complesse
  • Sviluppo di competenze comunicative
  • Raggiungere un transfer positivo di atteggiamenti critici e riflessivi
  • Agire positivamente nella sfera affettivo-emotiva

 

“io ci sono”
sportello di ascolto e dialogo scuole

“Io ci sono” è  lo spazio di ascolto riservato alle domande degli studenti. Un momento di dialogo e ascolto coi ragazzi, senza valutazione, senza giudizio, per ascoltare le loro ragioni, disegnare insieme mappe d’orientamento, trovare senso alle loro domande e paure.

Nelle scuole e via web, a disposizione dei ragazzi, lo spazio di ascolto può essere inteso come alternativa allo sportello psicologico.

Consulenza Filosofica ragazzi/e

Nel caso dei ragazzi/e la Consulenza Filosofica si offre come percorso di dialogo al quale si è portati ad avvicinarsi con più facilità rispetto a terapie di aiuto più conosciute; uno dei motivi è che ci si sente a proprio agio già a partire dal nome stesso della pratica; la parola filosofia rimanda infatti, ad una dimensione dialettica che si rifa al logos, al ragionamento  e piace ai ragazzi perché è un parlare diverso nel quale essi hanno un ruolo attivo. Il ritmo è veloce e dà subito soddisfazioni. Inoltre  è un pensare condiviso di messa a fuoco delle idee che dà indicazioni pratiche  scaturite dal  lavoro fatto insieme su di loro che tocca le emozioni ma solo alla fine del processo, nel momento cioè del cambiamento.

La Consulenza Filosofica  è inoltre quanto mai utile per l’esercizio all’argomentazione; è un lavoro di consapevolezza rispetto a quello che diciamo e a quanto sentiamo dire, ascoltiamo raccontare. Argomentare significa trovare ragioni a sostegno della nostra tesi, convinzioni, idee così come dovrebbe fare l’altro che ci parla, con cui ci troviamo in relazione o in conflitto.

La definizione e lo studio delle parole che usiamo ci aiuta a capire se stiamo usando quelle giuste, se davvero vogliamo dire quello che abbiamo in mente, quello che proviamo.  Le parole sbagliate possono portare ad incomprensioni, e possono farci soffrire. Allo stesso tempo il dialogo così strutturato insegna ad essere tolleranti, cioè capaci di ascoltare l’altro perché presumiamo abbia qualcosa da dirci che ancora non sappiamo.

Consulenza Filosofica genitori/figli

“Tu non mi capisci”, “Tu non mi ascolti” “Tu non mi parli”  “Non è vero!”

Quante volte ci sentiamo dire dai nostri figli che non li capiamo e quante volte noi genitori non ci sentiamo capiti da loro?

Quante volte poi, udiamo parole come mai e sempre; le sentiamo pronunciate da loro ma anche da noi, ogni qual volta si sottolinea qualcosa che non ci va bene.  E quante volte pensiamo che non è vero, non è vero che è sempre, che è mai, ma solo qualche volta?

Cosa sta sotto l’ iterazione di questi avverbi? Forse, anche se sono solo poche volte, per chi lo dice è già troppo Cosa c’è  dietro a questi campanelli d’allarme?

La consulenza filosofica svolta in tanti anni,  mi ha portata a capire con grande chiarezza che per poter comprendere davvero l’altro, dobbiamo capire le sue ragioni. Non può esserci dialogo a meno che non si presupponga che l’altro possa avere ragione.
Dobbiamo dare ragioni delle ragioni dell’altro.

Nessuno ci ha mai preparati abbastanza al difficile ruolo del genitore. Agiamo per schemi, modelli, vissuti, cultura, tentativi ed errori. Spesso si naviga a vista, soprattutto oggi che i tempi così veloci cambiano le prospettive e sfaldano le certezze.

Di frequente i genitori si portano dietro una sofferenza che suona più o meno cosi:

“Mio figlio/a mi manca di rispetto, mi ferisce , sembra che sappia esattamente come fare per farmi stare male, per farmi sentire inadeguata/o per tirar fuori le mie fragilità a volte arriva persino ad insultarmi… Io poi, come faccio a reagire? Non parliamo, si chiude in camera, non ubbidisce..”.

I figli sono l’occasione più grande per vedere chi siamo e per conoscerci.

Essi agiscono come specchi nei quali ci riflettiamo ed è attraverso i loro occhi e le loro parole che scopriamo le nostre fragilità e i nostri punti di forza. E’ doloroso, faticoso, ma è questa nuova possibilità di giudizio su di noi a fornirci la consapevolezza che ci porterà al cambiamento.

Il dialogo filosofico lavora su questo.

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Domande

Le vostre domande più frequenti

Quando rivolgersi ad un Consulente Filosofico?

  • quando qualcosa non va e vorresti invece essere felice
  • ti senti andare in pezzi e non sai più chi sei
  • vuoi mettere ordine nei tuoi pensieri e nella tua vita
  • hai un conflitto affettivo o professionale
  • non riesci a comunicare
  • hai una decisione difficile da prendere
  • non trovi l’uscita da una situazione che ti blocca
  • non trovi un senso, una direzione
  • commetti sempre gli stessi errori

Cos’è la consulenza filosofica?

  • é un una occasione di dialogo per pensare insieme e disegnare strategie d’azione.

Perché scegliere un consulente filosofico?

  • perché il Consulente Filosofico esiste già da molti anni all’estero, come figura professionale d’aiuto, ed ha un metodo che funziona dai tempi di Socrate, quello dialettico, che ha a che fare con le parole e le idee. Parole sbagliate….idee sbagliate.

Posso fare Consulenza Filosofica via skype o per telefono?

  • certamente

Possono fare Consulenza Filosofica anche i bambini?

  • si.

La Philosophy for Children è solo per bambini?

  • l’acronimo P4C sta anche per Philosophy for Community e coinvolge gli adulti nelle Comunità di Ricerca. Un momento di dialogo condiviso a partire dalle grandi domande.

La Philosophy for Children può svolgersi anche fuori dei contesti scolastici?

  • si può organizzare nei pomeriggi all’aperto o all’interno di librerie, o altri contesti.

Quanto costa un colloquio individuale ?

  • il costo ê di 60 euro e ha la durata di ca. 60/70  minuti

La Vostra Posta

Sarei felice di ricevere le vostre domande: non pubblicherò nomi, resterete anonimi. Se volete firmarvi solo con una sigla è sufficiente segnalarmelo.

Troverete le risposte nella rubrica del blog.

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ringrazio Pino Deodato artista e grande amico per i miei sfondi di pensieri pensati

ph tommaso riva